Brexit e Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo

La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) è entrata in vigore per garantire i diritti umani e la libertà politica in Europa. La giurisdizione della CEDU copre 47 nazioni appartenenti al Consiglio d’Europa e, quindi, non è limitata esclusivamente ai 27 paesi facenti parte dell’Unione Europea. La convenzione riconosce un’ampia gamma di diritti, tra cui:

  • il diritto alla vita (articolo 2)
  • proibizione della tortura (articolo 3)
  • proibizione della schiavitu’ e del lavoro forzato (articolo 4)
  • il diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5)
  • il diritto a un equo processo (articolo 6)
  • il diritto a non essere punito per qualcosa che all’epoca non era contro la legge (articolo 7)
  • il diritto al rispetto della vita familiare e privata (articolo 8)
  • libertà di pensiero, coscienza e religione (articolo 9)
  • libertà di espressione (articolo 10)
  • libertà di riunione e di associazione (articolo 11)
  • il diritto di sposarsi e di creare una famiglia (articolo 12)
  • diritto ad un ricorso effettivo (articolo 13)
  • divieto di discriminazione (articolo 14)
  • il diritto alla protezione della proprietà (Protocollo 1, articolo 1)
  • il diritto all’istruzione (Protocollo 1, articolo 2)
  • il diritto di partecipare a libere elezioni (Protocollo 1, articolo 3)
  • l’abolizione della pena di morte (Protocollo 13)

La convenzione è applicata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Negli ultimi decenni, la CEDU è stata utilizzata in molti casi che coinvolgono migranti nel Regno Unito per ottenere un permesso di soggiorno sulla base del loro diritto alla vita familiare e privata e al loro diritto di essere liberi da torture e persecuzioni nel loro paese d’origine.

Mentre la CEDU è fondamentale per garantire i diritti delle persone in Europa, la CEDU è stata ampiamente richiamata durante il dibattito sulla Brexit. Questo è stato il motivo per cui molte persone hanno ritenuto che il Regno Unito dovesse lasciare l’Unione Europea. Tuttavia, occorre chiedersi se, pur lasciando l’Unione Europea, il Regno Unito sia ancora tenuto, o meno, a rispettare gli obblighi imposti ai sensi della CEDU.

Il Regno Unito, pur avendo lasciato l’UE, fa ancora parte della CEDU. Tale impegno e’ stato ribadito prima dell’Accordo Commerciale e di Cooperazione concluso alla fine del 2020. Nel 2019, la Dichiarazione Politica tra Unione Europea e Regno Unito, che delinea le relazioni future tra le due parti, riconosceva espressamente l’impegno futuro da parte del Regno Unito a rispettare la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Nella Dichiarazione Politica , inoltre, le parti hanno convenuto che la portata e lo scopo degli accordi futuri dovranno raggiungere un adeguato equilibrio tra diritti e obblighi, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone, compresa la continua adesione e l’attuazione della CEDU. In quanto tale, questa posizione ha posto le basi per l’accordo commerciale UE-Regno Unito e ha consolidato l’impegno del Regno Unito nei confronti della CEDU .

Ciò è stato confermato nell’accordo commerciale della Brexit, che prevede espressamente che “le Parti continueranno a sostenere i valori condivisi e principi di democrazia, stato di diritto e rispetto dei diritti umani, che sono alla base delle loro politiche nazionali e internazionali. A tale riguardo, le Parti riaffermano il loro rispetto per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e i trattati internazionali sui diritti umani di cui sono parte”.

Al momento, il Regno Unito e’ impegnato a rispettare i trattati sui diritti umani e le convenzioni internazionali, tra cui la CEDU. Tuttavia, l’Accordo Commerciale e di Cooperazione non e’ specifico al riguardo e non e’ da escludere che in futuro vi siano dei cambiamenti.

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