Regno Unito: chiarito il concetto di Legal Professional Privilege

La Corte d’Appello del Regno Unito si è espressa, di recente, sul tema del Legal Professional Privilege, cercando di dettare delle linee guida.

Quando si parla di legal professional privilege (LPP) si fa riferimento al diritto di riservatezza relativo allo scambio di informazioni tra cliente e avvocato, con riferimento a tutte le comunicazioni scambiate sia per iscritto che verbalmente, anche quando la comunicazione ha ad oggetto una semplice consulenza.

Nel caso Civil Aviation Authority v. R., la Corte ha esaminato l’applicabilita’ o meno del test del “dominant purpose”, (ovvero il testo dello “scopo principale”) per stabilire se una comunicazione rientri o meno nella categoria del legal professional privilege.

Il dominant purpose test è stato definito dall’High Court nel caso Esso Australia Resources Ltd v Federal Commissioner of Taxation (1999), chiarendo che le comunicazioni scambiate in via confidenziale, tra cliente e avvocato devono avere come obiettivo:

  • Lo scopo di fornire o ottenere delle consulenze legali (advice privilege);
  • La preparazione o la definizione di procedimenti giudiziari (litigation privilege).

La Corte ha, inoltre, esaminato l’approccio adeguato a valutare lo status delle comunicazioni tra piu’ destinatari e come valutare le e-mail e gli allegati inviati.

Nel caso Civil Aviation Authority v. R., Jet2.com Ltd (Jet2) ha fatto causa all’autorita’ per l’aviazione civile (CAA) per la pubblicazione di una lettera e un comunicato stampa in cui si dichiarava la mancata partecipazione di Jet2 ad un nuovo sistema di risoluzione delle controversie con i consumatori.

Contestando l’abuso di poteri di CAA nella pubblicazione della corrispondenza e l’utilizzo improprio delle stesse (in particolare, con lo scopo di punire Jet2 per non aver aderito allo scheme, e per forzarla ad aderirvi), Jet2 ha chiesto la divulgazione delle bozze delle lettere e una copia di tutte le comunicazioni.

Civil Aviation Authority si e’ opposta, affermando che le email scambiate e le bozze della lettera pubblicata erano protette dal Legal Advise Privilege (LAP) in quanto riviste e modificate dai loro avvocati e quindi vincolate al diritto di riservatezza.

Il tribunale di primo grado, tuttavia, ha negato che dette comunicazioni fossero protette da LAP e il CAA ha presenta ricorso.

In appello, il CAA ha contestato una serie di aspetti della sentenza, inclusa la constatazione che la LAP debba essere oggetto del test dominant purpose.

Dopo aver chiarito la sua posizione sul test del dominant purpose, la Corte ha poi considerato le circostanze in cui una comunicazione venga inviata contemporaneamente a piu’ soggetti, anche non avvocati. In questo caso, l’invio multiplo va considerato come una comunicazione unica, ecco perche’ non si puo’ prescindere dalla riservatezza del LAP. Diverso, invece, il discorso per le riunioni. In questo caso infatti, è possibile scindere lo scopo dominante della riunione stessa e limitare il diritto alla riservatezza ad una parte delle discussioni.

La Corte ha, altresi’, chiarito che email e allegati vanno considerati separatamente. L’invio di un documento ad un avvocato non implica la necessaria applicazione del Legal Professional Privilege se non nel caso in cui dall’email si evinca chiaramente che si tratta di informazioni riservate tra cliente e avvocato.

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