Isole Cayman: aggiunte alla blacklist delle giurisdizioni non cooperative

Il Consiglio Europeo dell’Economia e della Finanza (ECOFIN) conserva una lista di giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali, lista che ha lo scopo é quello di contribuire alla promozione di una buona governance fiscale globale.

Il 18 febbraio 2020 le Isole Cayman sono state aggiunte a questa lista, sulla base del fatto che “non hanno misure appropriate operanti, in relazione alla sostanza economica, nell’ambito delle operazioni di investimento collettivo”.

La decisione di ECOFIN deriva dal ritardo da parte delle Cayman nell’introduzione della nuova normativa sui fondi privati, piuttosto che a seguito di una mancata cooperazione alle richieste di compliance dell’Unione Europea sulla trasparenza e cooperazione fiscale. Nonostante la nuova normativa sia stata introdotta il 7 febbraio 2020, ció é avvenuto dopo la decisione presa da ECOFIN. Di conseguenza, é auspicabile che le Cayman vengano rimosse dalla blacklist alla prossima review, che si terrá ad ottobre 2020.

Tuttavia, rimangono ancora alcuni punti, sia teorici che pratici, da affrontare nel breve/medio termine, e cioè:

  1. I managers dei fondi vorranno assicurarsi di essere conformi alle leggi sui fondi privati previste nelle Isole Cayman (ad esempio, applicare le regole sulla base economica ed i nuovi requisiti imposti a certe entitá), che potrebbero aumentare le spese di conformitá a carico delle imprese.
  2. Il Consiglio dell’Unione Europea ha emanato una guida aggiornata a novembre 2019, invitando gli stati membri ad adottare almeno qualche misura normativa difensiva contro le giurisdizioni non collaborative entro gennaio 2021 – compresa la normativa sulle societá controllate straniere; la non-deducibilitá dei costi; ritenute fiscali e limitazioni delle partecipation exemption sulla distribuzione degli utili. Suggerisce inoltre, l’adozione di misure difensive amministrative, come il monitoraggio delle transazioni e la revisione dei rischi per i contribuenti che beneficiano di o utilizzano strutture o accordi nelle Isole Cayman. Le imprese dovranno considerare, di volta in volta, come queste misure saranno implementate dai vari stati membri, cosí da monitorarne l’impatto potenziale, insieme alle previsioni normative a livello domestico.
  3. I managers dei fondi dovranno considerare l’impatto che l’iscrizione delle Cayman nella blacklist avrá ai fini fiscali, nel contesto di eventuali riferimenti contrattuali, di accordi di investimento e della corrispondenza collaterale.
  4. Inoltre, i managers dovranno continuare a monitorare gli sviluppi. Se le Isole Cayman rimarranno nella blacklist dopo la prossima review dell’ECOFIN, dovranno valutare la possibilitá di apportare sostanziali cambiamenti alle loro strutture di investimento.
  5. Alcune operazioni che coinvolgono stati membri UE (o il Regno Unito) e le Isole Cayman potranno essere inserite nell’ambito della DAC6, una direttiva UE che richiede la divulgazione delle informazioni relative agli accordi transfrontalieri alle autoritá fiscali europee di riferimento. Ad esempio, un trasferimento di soldi transfrontaliero e fiscalmente deducibile tra imprese associate dove il destinatario del reddito é residente nelle Cayman, sará adesso automaticamente identificato come se il destinatario si trovi in una giurisdizione non cooperativa, come individuato dall’UE o dall’OCSE. Nonostante il regime entrerá pienamente in vigore il 1 luglio 2020, sará, inoltre, applicabile anche un test retroattivo, visto che gli obblighi di comunicazione sono applicabili anche alle transazioni realizzate dal 25 luglio 2018.
  6. Questa lista non dovrebbe avere nessun impatto sull’abilitá di un fondo delle Cayman di accedere al mercato UE in base alle regole nazionali di collocamento privato dell’AIFMD (sulla base del fatto che la condizione rilevante dell’AIFMD é il non essere una giurisdizione non cooperativa con riferimento alla lista stilata dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale, e non dall’UE).
  7. Anche se l’essere iscritto alla lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali non comporta necessariamente conseguenze fiscali avverse in altri paesi, ci potrebbero essere problematiche piú ampie da riconoscere, come rischi reputazionali ed il fatto che le agenzie di sviluppo europee potrebbero non essere in grado di finanziare entitá delle Cayman. Nella pratica, tuttavia, ci si aspetta che le maggiori conseguenze derivanti dall’iscrizione delle Isole Cayman nella blacklist riguarderanno le problematiche relative alla compliance, i rischi e nel settore amministrativo ed il loro trattamento.
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