Brexit: no-deal, lista di accorgimenti per le società di consulenza, le risorse umane e le agenzie di assunzione

Il 31 ottobre si avvicina, i dubbi sui futuri rapporti tra Regno Unito e Unione Europea si infittiscono e la crescente possibilità di un mancato accordo con l’Unione europea sta spingendo le aziende a intensificare i preparativi per tale eventualità.

Di seguito alcune delle questioni chiave da tenere in considerazione se e quando il Regno Unito diverrà un paese terzo, in particolare in caso di Brexit no-deal.

La libera circolazione e il trattamento dei dati personali tra il Regno Unito e il resto dell’UE potrebbero essere influenzati da una Brexit senza accordo. Utilmente, il Regno Unito ha affermato che i trasferimenti di dati personali dal Regno Unito all’UE non saranno immediatamente limitati dopo la Brexit. Tuttavia, potrebbero essere necessarie “clausole modello” per disciplinare i flussi di dati personali dall’UE verso le aziende britanniche e viceversa fino al momento in cui le misure di protezione dei dati del Regno Unito verranno considerate sufficientemente “adeguate” dalla Commissione Europea.

Sarà necessario considerare se rivolgersi a un’autorità di controllo principale diversa dal Regno Unito e i contratti con i clienti dovranno essere modificati mediante un addendum per consentire il trasferimento di dati personali fuori dallo Spazio Economico Europeo.

Mentre il Regno Unito ha affermato che i trasferimenti di dati personali dal Regno Unito all’UE non saranno immediatamente limitati dopo la Brexit, molto probabilmente ci saranno importanti modifiche e novità sul tema.

A parte la questione sul trasferimento dei dati personali in caso di no-deal, anche il futuro accesso delle imprese del Regno Unito alla forza lavoro proveniente dall’Unione Europea potrebbe rappresentare un grosso problema per molte società di assunzione e selezione del personale.

Le domande principali che queste societa’ dovrebbero porsi sono le seguenti:

  • L’azienda fa affidamento sulla liberta’ di circolazione per quanto riguarda i rapporti con il resto dell’Europa?
  • L’azienda sta impiegando personale dipendente tra il Regno Unito e l’Unione Europea e viceversa? In tal caso, in caso di no-deal potrebbe accadere che i dipendenti dell’azienda non potranno piu’ essere mandati in altri paesi cosi facilmente a seconda delle esigenze aziendali come accade ora;
  • Quanto all’immigrazione, il futuro accesso delle aziende inglesi alla forza lavoro europea potrebbe rappresentare un grosso problema in caso di no deal;
  • Le imprese dovrebbero chiedersi quali effetti, in termini cotrattuali, potrebbe generare un no-deal, e cioe: i contratti in vigore fanno riferimento a specifiche normative dell’UE? In che modo i termini contrattuali potrebbero essere influenzati da una Brexit senza accordi?;
  • Ancora, sara’ necessario trovare adeguata protezione per i marchi sia nel Regno Unito che nell’UE? I marchi comunitari esistenti continueranno ad essere validi nell’UE e avranno diritti equivalenti nel Regno Unito, ma la situazione è più complessa quando si tratta di marchi pendenti, sfide e rinnovi dei diritti.

Queste e molte altre sono le domande che le aziende del Regno Unito dovrebbero porsi in questo momento di particolare incertezza, al fine di preparare un’adeguata strategia nel caso in cui il Regno Unito dovesse uscire dall’Unione Europea senza accordo.

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