Brexit: aggiornamenti sul “Settled Status”

Il Governo ha confermato che, indipendentemente dal fatto che ci sia un accordo, una volta lasciata l’Unione europea, ai cittadini europei e svizzeri che vivono nel Regno Unito alla data del 29 marzo 2019, è riconosciuto il permesso di restare, a patto che sia presentata la domanda di settled status.

La procedura sarà pienamente attiva dopo la Brexit ma ad oggi c’è la possibilità di presentare la domanda utilizzando una fase pilota alla quale possono partecipare i cittadini europei in possesso del passaporto e i loro familiari non appartenenti allo spazio economico europeo che abbiano un permesso di soggiorno biometrico. I cittadini dell’Islanda, del Liechtenstein, della Norvegia o della Svizzera non possono presentare tale domanda durante questa fase. Per presentare la domanda, avvalendosi del programma pilota, è possibile utilizzare una App, attualmente disponibile sui telefoni Android. Bisogna avere accesso ad un numero di cellulare e ad un indirizzo e-mail da utilizzare per la ricezione dei vari codici di accesso necessari per procedere con la domanda. L’app viene utilizzata per verificare l’identità del richiedente: il primo passo è scansionare il passaporto e quindi utilizzare l’app per leggere il chip. Segue la scansione del volto del richiedente. Se per qualche motivo, l’app non riesce a leggere il chip sul passaporto, al migrante è richiesto di inviare il passaporto al Ministero dell’Interno e di fornire il proprio codice fiscale. L’HMRC ed il DWP procedono ai controlli e al termine decideranno se rilasciare o meno il settled status (sono richiesti almeno cinque anni di residenza nel Regno Unito) o il pre-settled status. Come parte del processo, è previsto un controllo del casellario giudiziario. Al migrante viene quindi chiesto di scattare una fotografia del volto, che verrà conservata ed utilizzata come parte dello stato digitale concessa a tempo debito. Una volta inviata la domanda, è il caso di aspettare un’email con il risultato. Benché i tempi delle decisioni non siano ancora stati pubblicati, la conferma avviene entro pochi giorni.

Dal 30 marzo 2019, il programma sarà accessibile a tutti i cittadini europei, indipendentemente dalla loro capacità di utilizzare l’App; ciò significa che i candidati possono utilizzare passaporti o carte d’identità per dimostrare la propria identità. Se l’app non viene utilizzata, il documento di identità dovrà essere inviato all’Home Office, oppure il migrante potrà visitare uno dei 13 centri di scansione dei documenti di identità.

Coloro che hanno bisogno di supporto con il processo possono avvalersi del “tutor digitale assistito”, che può essere fornito per telefono, nei centri designati o può essere possibile organizzare una visita a domicilio. Esiste, inoltre, un centro per la risoluzione dei servizi dell’Unione Europea che può fornire maggiori informazioni sulla procedura.

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