Brexit: diritti dei lavoratori comunitari dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea

Dopo la decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, numerosi sono stati i dubbi e le incertezze per quanto riguarda i diritti dei cittadini dell’Unione Europea che lavorano nel Regno Unito.

La prima cosa da tenere a mente è che lo status ed i diritti dei cittadini europei che attualmente lavorano nel Regno Unito sono soggetto di una continua negoziazione e, pertanto, vi potrebbero essere delle modifiche rispetto alla situazione attuale.

Ma andiamo per punti:

  1. Restrizioni per quanto riguarda l’assunzione e il mantenimento del personale proveniente dall’Unione Europea

Attualmente, fintantoché il Regno Unito rimane membro dell’Unione Europea, non possono essere introdotte restrizioni in quanto vi è l’obbligo di rispettare il principio di libera circolazione delle persone. Ciò significa che i cittadini dell’Unione Europea, per ora, possono continuare a lavorare nel Regno Unito senza alcuna restrizione.

Il processo di uscita del Regno Unito dall’UE è iniziato formalmente il 29 marzo del 2017, quando è stata attivata la procedura di uscita. A partire da tale data, il Regno Unito ha due anni di tempo per concludere un accordo con l’UE, anche se tale periodo di tempo può essere prolungato se tutti i 27 Paesi sono d’accordo. In assenza di modifiche, il Regno Unito uscirà formalmente dall’UE alle 23.00 del 29 marzo 2019.

  1. Diritto dei cittadini UE di continuare a lavorare nel Regno Unito dopo il 29 marzo 2019 in caso di mancato accordo

Se il Regno Unito dovesse uscire dall’Unione Europea senza raggiungere un accordo, lo stesso non sarà più vincolato al rispetto della normativa europea e sarà libero di definire la propria politica in tema di immigrazione con riferimento ai cittadini europei. In caso di “no deal”, è molto difficile predire con esattezza quali saranno le decisioni del governo britannico sul tema.

Se il Regno Unito dovesse decidere di estendere il trattamento attualmente previsto per i cittadini extracomunitari ai cittadini UE, anche questi ultimi avranno bisogno del visto per continuare a vivere e lavorare nel Regno Unito.

Tuttavia, secondo le stime del governo, ci sono più di 3 milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito. L’intenzione del Governo sembrerebbe quella di tutelare tali soggetti e non vi sono motivi per ritenere che, nemmeno nel caso peggiore, tali soggetti perderanno il diritto di vivere e lavorare nel Regno Unito.

  1. Possibilità di continuare ad assumere cittadini europei nel Regno Unito in caso venga raggiunto un accordo con l’Unione Europea

Dipende. Il processo di uscita è suddiviso in due fasi: la prima fase corrisponde al periodo di transizione successivo alla data di uscita dall’Unione Europea, mentre la seconda fase avrà inizio quando entrerà in vigore l’accordo finale.

Ciò comporta la “creazione” di tre categorie di lavoratori:

  • Coloro che sono arrivati in UK prima dell’uscita;
  • Coloro che sono arrivati nel periodo di transizione;
  • Coloro che arrivano alla fine del periodo di transizione.

Per la prima categoria, un report pubblicato l’8 dicembre 2017 ha delineato i dettagli di un accordo che è stato raggiunto sul tema. In base a tale accordo, alla data di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, i cittadini comunitari che risiedono in UK (ed i loro familiari) continueranno a godere del diritto di libera di circolazione.

Gli stessi diritti saranno garantiti ai cittadini inglesi che vivono in Europa.

Per quanto riguarda coloro che non si sono già trasferiti in UK prima dell’uscita, questi non godranno di tale diritto di libera circolazione. Per poter entrare e lavorare nel Regno Unito, infatti, dovranno rispettare le condizioni previste dal governo inglese. Tuttavia, molto probabilmente, nel corso del predetto periodo di transizione verrà comunque garantita una qualche libertà di circolazione. Il governo non ha ancora definito il trattamento dei lavoratori comunitari che arriveranno in UK alla fine del periodo di transizione.

  1. Quali accorgimenti è possibile prendere per poter continuare a vivere e lavorare in UK anche dopo l’uscita dall’UE

I lavoratori che hanno vissuto e lavorato in UK per almeno 5 anni possono richiedere la “residenza permanente”, a condizione che gli stessi abbiano esercitato i diritti previsti dal trattato in maniera continuativa per 5 anni. Ciò significa che costoro debbono aver vissuto legalmente in UK per motivi di studio o lavoro o siano stati economicamente autosufficienti nel corso di predetto periodo.

Nonostante i cittadini europei acquisiscano tale residenza permanente automaticamente dopo 5 anni, l’Home Office rilascia un documento che certifica l’acquisizione di tale diritto.

Il cittadino straniero che è in possesso di un certificato di residenza permanente da almeno 12 mesi, inoltre, può richiedere la cittadinanza inglese. I cittadini comunitari che sono sposati con un cittadino inglese possono richiedere subito la cittadinanza inglese.

La cittadinanza inglese offre la protezione migliore e il soggetto non potrà in alcun modo essere allontanato dal Regno Unito.

  1. Diritti dei cittadini comunitari dopo la Brexit in caso di accordo

L’argomento riguarda solo coloro che già vivono in UK. Con riferimento a tali soggetti, il Governo ha espresso l’intenzione di introdurre il cosiddetto “settled status” che, una volta ottenuto, consentirà al cittadino comunitario e alla sua famiglia di continuare a risedere legalmente nel Regno Unito anche dopo la Brexit.

Per coloro che arrivano dopo la Brexit il Governo non ha ancora pubblicato nessuna proposta.

 

 

 

 

 

 

 

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