Regno Unito: la sfida del limite di 180 giorni di assenza per gli immigranti extracomunitari della categoria “Tier 1”

L’ostacolo che più frequentemente dissuade imprenditori e uomini d’affari dal richiedere un permesso per entrare o rimanere nel Regno Unito è costituito dal breve limite di tempo che questi ultimi possono trascorrere al di fuori dal paese nel corso del cosiddetto “qualifying period” necessario ad ottenere tale permesso. Il limite di tempo che può essere trascorso fuori dal Regno Unito è pari a 180 giorni.

L’Inghilterra prevede un sistema a punti per controllare l’ingresso degli stranieri non comunitari nel Regno Unito, il cosiddetto “Five Tier Visa System”. Sono infatti previste cinque categorie di visti, ciascuno indirizzato a una diversa categoria di soggetti.

In base a quanto previsto dalle categorie di visto “Tier 1”e Tier 2”, i cittadini extracomunitari che vogliono acquisire il diritto di residenza permanente nel Regno Unito devono dimostrare di avere soggiornato legalmente nel paese per periodi continuativi, e di non essere usciti dal Regno Unito per più di 180 giorni nell’arco dei 12 mesi calendaristici.

La categoria Tier 2 fa riferimento ai lavoratori extracomunitari qualificati che hanno ricevuto un’offerta di lavoro nel Regno Unito e che hanno ottenuto uno sponsor da un datore di lavoro nel Regno Unito. Per tale categoria di soggetti (sponsored workers) tale limite massimo di assenza dal Paese non costituisce un problema, mentre gli imprenditori e gli investitori extracomunitari che richiedono il rilascio del visto della categoria Tier 1 potrebbero trovare tale limite piuttosto restrittivo. Inoltre, le motivazioni per cui il soggetto trascorre detto periodo di tempo al di fuori del Regno Unito (siano esse motivazioni di lavoro, svago, o qualsiasi altro motivo) non vengono tenute in considerazione.

Per quanto riguarda la categoria di soggetti prevista dal “Tier 1 Investor”, e cioè gli investitori non comunitari, questi ultimi, al fine di ottenere un permesso di soggiorno permanente nel Regno Unito, devono trascorrere nel Paese almeno:

  • 2 anni, se il soggetto ha investito 10 milioni di sterline nel Regno Unito;
  • 3 anni, se il soggetto ha investito 5 milioni di sterline, e
  • 5 anni, se il soggetto ha investito 2 milioni di sterline.

Gli imprenditori, cui fa riferimento la categoria “Tier 1”, possono ottenere lo status di residente permanente dopo aver vissuto continuativamente nel Regno Unito per 5 anni. A determinate condizioni, il soggetto imprenditore può ottenere tale status dopo soli tre anni di residenza continuativa nel Regno Unito. Ciò è possibile quando l’imprenditore:

  • Ha creato almeno 10 nuove opportunità occupazionali nei primi 3 anni, oppure
  • Ha creato un business il cui fatturato è di almeno 5 milioni di sterline, oppure
  • Ha rilevato o ha investito in una attività già esistente nel Regno Unito e tale intervento ha determinato un netto incremento del fatturato (di almeno 5 milioni di sterline).

Indipendentemente da quale sia il metodo utilizzato, il soggetto che vuole ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno permanente nel Regno Unito può trascorrere al di fuori del Paese al massimo 180 giorni all’anno.

Point Based System: disciplina delle persone a carico

I recenti emendamenti apportati alle norme sull’immigrazione hanno modificato i requisiti di residenza per il partner o le persone a carico del soggetto imprenditore, di colui che ha investito nel Regno Unito o del lavoratore. Nel 2016, alla definizione di “residenza continuativa” della persona a carico è stato aggiunto il tetto massimo dei 180 giorni. Le modifiche annunciate il 7 dicembre scorso hanno introdotto il limite massimo dei 180 giorni di assenza dal Regno Unito nella valutazione della residenza del richiedente principale e delle persone a suo carico. Tale modifica verrà introdotta per tutte le domande presentate a partire dall’11 gennaio 2018. I giorni di assenza precedenti a tale data non verranno invece presi in considerazione.

Tali modifiche non riguarderanno le persone a carico che hanno già prorogato il loro permesso di soggiorno e stanno per ottenere la residenza permanente senza bisogno di prorogare nuovamente il loro permesso di soggiorno.

Gli operatori del settore ritengono che l’imposizione del tetto massimo dei 180 giorni di assenza dal Regno Unito sia stato introdotto per far fronte al crescente numero di soggetti che tentavano di trarre vantaggio da tale vuoto di normativa, che di fatto consentiva a soggetti che si trovavano nel Regno Unito in qualità di persone a carico di un altro soggetto di presentare domanda come richiedenti principali. I rispettivi partners erano pertanto in grado di continuare le loro attività al di fuori del Regno Unito e, allo stesso tempo, di qualificarsi per ottenere un permesso di soggiorno permanente. A partire dall’11 gennaio 2018, pertanto, ciò non sarà più possibile.

Guido Ascheri
Ragioniere commercialista e Chartered Accountant in Londra
info@ascheri.co.uk

 

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