L’imposta di successione e i conti bancari cointestati.

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La tassazione dei conti bancari cointestati dipende da chi li possiede. Molto spesso le persone anziane possiedono conti cointestati per gestire piu’ agevolmente le proprie finanze. In queste circostanze i soldi saranno considerati appartenenti alla persona che ha versato i fondi e tassati di conseguenza.

L’HMRC tratterà normalmente e le imposte sui conti bancari in capo al correntista, che è in grado di prelevare l’intero ammontare del conto.

In virtu’ di cio’ il conto potra’ essere tassato alla morte del correntista, come stabilito dalla legge sulle imposte di successione del 1984, sezione 5.

C’è una sottile differenza tra lo scenario sopracitato e il caso in cui un conto corrente sia cointestato e, quindi, il conto passi interamente all’altro titolare del conto ancora in vita.

Le banche pagano l’ammontare dell’intero conto alla parte ancora in vita.

In queste circostanze l’imposta di successione è a carico della persona che riceve il denaro, piuttosto che degli esecutori, a meno che la volontà del de cuius non disponga diversamente.

L’HMRC potra’, in caso di mancato pagamento della tassa, perseguire prima il titolare del conto cointestato e successivamente gli esecutori testamentali.

Possono esserci problemi se si prevede che la metà, o anche solo una parte, del denaro del conto passi ai cointestatari, come stabilito da alcune disposizioni del conto. Alcuni correntisti potrebbero avvantaggiarsi sfruttando le potenzialità della tassa di successione, ed in particolare le norme sui traferimenti esenti, secondo cui trascorsi 7 anni la tassa non e’ piu’ dovuta.

Come risulta dal caso Matthews contro l’HMRC, gli accordi tra familiari dovrebbero essere sempre documentati, in modo da rendere ben chiaro quali sono le disposizioni da seguire in caso di dipartita di uno dei correntitsti.

Nel caso sopracitato, la signora Matthews, prima di morire, aveva donato al figlio una quota dei fondi del conto cointestato col figlio stesso. Ma l’HMRC non condivideva l’idea che una parte dell’ammontare del conto fosse stato trasferito a titolo di donazione e che, quindi, non fosse soggetto alla tassa di successione.

Il punto principale era la mancanza di prove a sostegno della tesi secondo cui il trasferimento era un regalo, a titolo definitivo, di una quota dei fondi contenuti nel conto alla data della donazione. Il giudice ha ritenuto che doveva essere applicata la legge sulle imposte di successione, sezione 5, poiché la signora Matthews poteva ritirare liberamente disporre del denaro del conto.

 

Da questo caso e’ possibile trarre due avvertimenti:

  1. Durante la successione possono sorgere delle difficolta’ per quanto riguarda i conti bancari cointestati in cui i fondi sono movimentati da una sola persona. I contribuenti in situazioni simili dovrebbero considerare attentamente la loro posizione.
  2. Si consiglia di documentare tutte le disposizioni finanziarie, comprese quelle all’interno delle famiglie, o comunque per garantire che le disposizioni siano state pienamente concordate.

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